Dopo il trilpete conquistato nella stagione 2024/25 con la grande vittoria in finale di Champions League 5-0 contro l’Inter, stabilendo un record di vittoria più larga in una finale europea, il Psg di Luis Enrique si appresta ad affrontare la stagione 2025/26 con un grande carico sulle spalle cioè riconfermarsi. L’estate è stata un pò turbolenta per il caso Donnarumma, portiere italiano che è stato grande protagonista nella cavalcata continentale, che lo ha visto approdare al Manchester City non per volontà sue ma dell’allenatore catalano e la società.

Luis Enrique gli ha preferito l’ex Lille Chavalier, scelta per il momento non molto fortunata. Pochi cambi invece nei giocatori di movimento ma dopo la mossa tattica decisiva della scorsa stagione di giocare senza un vero punto di riferimento, si è visto il ritorno ad un centravanti vero come Gonzalo Ramos. Scopriamo l’analisi tattica dei parigini nel seguente articolo.

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Identità di base e modulo di riferimento

Luis Enrique ha impostato il PSG su un’identità chiara: dominio del possesso con rapide transizioni verticali, intensità nella riconquista subito dopo la perdita palla e grande fluidità posizionale negli attaccanti.

Il modulo più usato è una variazione del 4-3-3 / 4-2-3-1 dinamico (a seconda degli avversari può variare verso un 3-2-5/3-4-3 offensivo in fase di possesso), con grande libertà per gli esterni offensivi e compiti precisi per i centrocampisti di interdizione e i terzini.


Fase di costruzione del Psg di Luis Enrique

L’obiettivo del PSG di Luis Enrique è uscire dal pressing avversario mantenendo opzioni per verticalizzare oppure allargare per creare spazio tra le linee.

  • Principi generali

    • Costruzione dal portiere o dal centrale più libero (giocare corto quando l’avversario pressa alto, sfruttare il terzo uomo). Si alternano passaggi corti e “dimezzati” per attirare il pressing, con il portiere che in molte situazioni parte come regista. Questo favorisce la progressione verso le mezzali o l’apertura sulle fasce.

    • Presenza di un mediano più “stabile” (o di un doppio pivot) che protegge lo spazio centrale quando l’altro centrocampista sale per ricevere.

  • Ruoli chiave

    • Portiere: cerca ricezioni pulite, giocate di prima e lancia la costruzione facendo ruotare la pressione avversaria. Se il pressing è asfissiante, si cerca il lancio lungo verso la punta o sulle fasce.

    • Centrali difensivi: uno rimane più basso per coprire lo spazio, l’altro sale per ricevere e giocare di prima.

    • Terzini (N. Mendes / profilo di esterni adattabili): in costruzione spesso si alzano alti e larghi per trasformare il 4-3-3 in un 2-3-5 nel palleggio, oppure tagliano dentro se il gioco è concentrato sulle mezzali.

    • Centrocampo basso (pivot / doppio pivot):  chi ricopra quel ruolo, è fondamentale per rompere il pressing con passaggi diagonali e per proteggere la linea difensiva; richiedono visione e capacità di protezione.


Fase di sviluppo/progressione del Psg di Luis Enrique

Obiettivo: creare superiorità negli spazi intermedi e muovere l’avversario per aprire canali verticali.

  • Principi generali

    • Movimento senza palla: sovrapposizioni e tagli diagonali degli esterni; intercambiabilità tra esterni e punta per disordinare le marcature avversarie.

    • Occupazione delle mezze-spaziature: uno dei due esterni, di solito a sinistra Kvara, si abbassa o si accentrano per ricevere tra le linee.

    • Progressione verticale: quando si apre una linea centrale si cerca subito la penetrazione dentro l’area o il “passaggio tra le linee” alla punta. Luis Enrique favorisce decisioni rapide nelle ultime due linee di passaggio per non permettere rientri difensivi avversari.

  • Ruoli chiave

    • Esterno ad accentrarsi: interpretano il ruolo come play offensivo: ricezione tra le linee, uno-due rapido, transizione gioco–tiro. Hanno licenza di staccarsi dalla linea laterale per creare fori centrali.

    • Punta centrale (Ramos / attaccante mobile): non è solo finalizzatore; lavora come punto di riferimento che può allargare, smistare o attaccare profondità. La punta spesso attacca il terzo centrale o si incunea tra i centrali avversari.

    • Esterno opposto: alternano sovrapposizioni e tagli in area, cercando di sfruttare il lato debole creato dall’allargamento della difesa avversaria.


Finalizzazione del Psg di Luis Enrique

Obiettivo: massimizzare i tiri di qualità e sfruttare l’ampiezza e verticalità create nelle fasi precedenti.

  • Principi generali

    • Rapidità nel passaggio finale e costante ricerca del giocatore meglio piazzato. In molte gare si è notata la volontà di passare piuttosto che forzare conclusioni sterili. Questo atteggiamento collettivo è stato più volte sottolineato dal tecnico stesso.

    • Alternanza tra penetrazione centrale e cross taglienti: i terzini alzano la loro proiezione offensiva quando la squadra supera la linea mediana.

  • Ruoli chiave

    • Punta: finalizza, ma si muove lateralmente per creare spazi agli inserimenti dei centrocampisti.

    • Mezzali offensivi: cercano inserimenti dalla seconda linea (goal da varie fonti nella stagione indicano molti marcatori diversi, segno di finalizzatori multipli).


Non possesso

del Psg di Luis Enrique

Obiettivo: fare calciare via il pallone al più presto e impedire costruzione pulita all’avversario, pressando in modo organizzato.

  • Principi generali

    • Pressing immediato dopo perdita: “gegenpress” adattato: riconquista rapida con linee corte e compresse, sfruttando i giocatori offensivi come prime linee di pressione. Luis Enrique enfatizza il recupero veloce per sfruttare avversari sbilanciati.

    • Blocchi alti e medio-alti: la squadra spesso alza la propria linea difensiva per ridurre gli spazi tra reparti; tuttavia—quando necessario—si abbassa e diventa più compatta per le situazioni di gestione del risultato.

    • Transizioni difensive organizzate: il pivot e i difensori orchestrano le coperture, mentre gli esterni rientrano velocemente per impedire verticalizzazioni.

  • Ruoli chiave

    • Attaccanti/ali nel pressing: iniziano il pressing alto, cercano di forzare il portiere o i centrali a passaggi laterali prevedibili.

    • Centrocampo: funge da “filtro” davanti alla difesa; essenziale nelle coperture a zona e nei raddoppi su giocatori chiave.

    • Difensori: devono saper gestire linee alte, leggere il fuorigioco e aprire linee di passaggio per il contropiede se la palla viene recuperata.


Interpretazione dei ruoli — esempi pratici (come vengono interpretati i giocatori)

Nota: elenco orientativo basato sulle rotazioni/impieghi stagionali del 2025/26 e sulle caratteristiche dei profili della rosa. Per nomi e ruolo ufficiale si vedano le liste di squadra.

Portiere (profilo regista): molto attivo con i piedi, responsabilità alta nella costruzione e nelle uscite corte. Deve saper dettare i tempi e intervenire frequentemente come primo passaggio per la costruzione.

  • Centrali difensivi: uno più progressore (saper giocare palla al piede), l’altro più “coprente” — si alternano dinamicamente in base alla disposizione avversaria.

  • Terzino destro/sinistro: ruolo ibrido tra esterno offensivo e difensore; in fase di possesso ricoprono ampiezza alta; in non possesso rientrano con accelerazione per blindare le corsie.

  • Mediano/basso (pivot): primo scudo difensivo e principale distributore a centrocampo; fondamentale per le ripartenze e per stabilire il ritmo.

  • Mezzali: uno più box-to-box (inserimenti offensivi), l’altro più creativo/di connessione (verticalizza, taglia in profondità).

  • Esterni offensivi (Dembélé / Barcola / altri): grande libertà di accentrarsi o allargarsi; spesso invertiti per attaccare il lato debole e creare superiorità per movimento e passaggio filtrante.

  • Punta: ibrida tra “finalizzatore” e “falso nove”: si muove su tutto il fronte d’attacco, partecipa alla costruzione, attacca profondità quando la squadra recupera palla.


Conclusione — punti di forza e limiti

  • Punti di forza: identità collettiva, pressing organizzato a tutto campo, profondità offensiva con più finalizzatori e adattabilità tattica. Questi elementi hanno trasformato il PSG in una squadra più “di sistema” rispetto al passato di singoli fuoriclasse.

  • Limiti/criticità: gestione degli infortuni e della fatica (stagioni con molti impegni hanno richiesto rotazioni continue), vulnerabilità alle ripartenze se il pressing viene forzato oltre la prima pressione. Reuters ha segnalato come l’infermeria abbia condizionato la necessità di flessibilità tattica nella stagione

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