COME POTREBBE GIOCARE IL NUOVO NAPOLI DI FRANCESCO CALZONA

20.02.2024

Introduzione

Altro colpi di scena di Aurelio De Laurentis. Non che il patron partenopeo non ci abbia abituato a tutto ciò, ma la cosa strana (e da record perchè credo non sia mai successa nella storia della Serie A) è nell'anno post vittoria di uno scudetto cambiare tre allenatori.


Questo giro è il turno di Francesco Calzona attuale tecnico, tecnico della Slovacchia che ha portato ai prossimi Europei e li disputerà, visto che avrà il doppio incarico.

Ciccio, così soprannominato il nuovo tecnico azzurro, lavorava come rappresentante di caffè in Toscana mentre allenava la Castiglionese. Uno dei suoi migliori amici lavorava in banca e tra un caffè e mille sigarette parlavano di tattica, schemi e tutto quello che riguarda il calcio.

L'amico era proprio lui sì, Maurizio Sarri. Dal 2000 i due insieme inizano a regalare bel calcio e soddisfazioni a molti tifosi della Toscana fino al Napoli passando per Empoli.

Calzona è un amante del bel calcio: "Un'azione costruita con criterio, cercando di mettere in difficoltà l'avversario, sfruttandone i punti deboli, arrivando alla conclusione in porta nel minor tempo possibile. Per me il bel calcio è questo qui- ha spiegato il tecnico a dicembre in un'intervista a Il Foglio: Cercare di tenere la palla, verticalizzare appena è possibile, fare un calcio di movimento, possibilmente a pochi tocchi, con la palla che si muove velocemente, lasciando magari negli ultimi trenta metri spazio alla qualità e alla fantasia dei singoli".
L'allenatore toscano prosegue mostrando tutto il suo dispiacere quando ciò non riesce nei suoi giocatori: "Quando un mio difensore tira una pallonata senza motivo in avanti, per me è una sconfitta, non riesco a sopportare una cosa del genere: può succedere solo se sei costretto dall'avversario".
Sempre in quell'intervista Calzona fa capire di essere un uomo arrivato veramente dalla gavetta, da quei campi di periferia che ti fanno davvero capire cosa conte nello sport cioè i tifosi: "L'estetica conta. In primis perché le partite che non sono belle io le guardo malvolentieri in tv e allo stadio, mi distraggo subito. C'è gente che paga il biglietto per vedere 90 minuti, non due goal arrivati da episodi".
"Per me il calcio è spettacolo, bisogna far di tutto per far divertire il pubblico. Io provo ad allenare le mie squadre per fare un buon calcio, a volte non ci riesco anche per merito degli avversari che ti portano a fare un calcio che non è tuo".

ll Napoli di Calzona potrebbe essere schierato con un 4-3-3 con reparti corti e stretti, palla a terra, fraseggio, copertura degli spazi e niente lanci lunghi, con una profondità da trovare attraverso le geometrie. Insomma gli azzurri, perlomeno sulla carta, saranno di impronta Sarrista. Un calcio dinamico basato sulla ricerca della vittoria attraverso l'estetica, unito però da reminiscenze Spallettiane, con idee prese dalle esperienze nello staff di Luciano.

I probabili undici tipo

  • In porta Gollini dovrebbe essere confermato titolare offrendo maggiori soluzioni nell'avvio palla al piede dell'azione rispetto a Meret.
  • La tecnica di Mario Rui potrebbe essere preferita a quella di Oliveira a sinistra, con Di Lorenzo inamovibile a destra che, come vedremo dopo nell'analisi tattica potrebbe tornare all'interpretazione del ruolo dato da Spalletti. Accanto a Rrahmani dovrebbe essere confermato Juan Jesus, che tra tutti gli altri è forse il centrale della rosa coi piedi più educati.
  • Ulteriore libertà di inserimento e movimento ad Anguissa, mentre il cervello al quale Calzona si affiderà per dettare i tempi di gioco sarà Lobotka visto che già ha in mano le chiavi nella Slovacchia. L'unico dubbio resta il terzo centrocampista, con Zielinski che per caratteristi sarebbe l'uomo giusto ma la possibile partenza a giugno in scadenza di contratto potrebbe aprire nuovi scenari di scelte.
  •  Il tridente Politano-Osimhen-Kvaratskhelia non dovrebbe cambiare, cambierà il modo di interpretare i vari ruoli.

Costruzione

La costruzione è di tinta Sarriana e Spallettiana, con un 4+1 che vede entrambi i terzini ancora larghi e il mediano che riceve palla. Gli altri due centrocampisti si posizionano più alti e i tre attaccanti sono in linea con gli esterni entrambi ancora larghi.

Sviluppo

Lo sviluppo dell'azione è fatto da rapidi passaggi con molti uomini in zona palla. Qui si potrebbe notare i primi spunti appresi con Sarri e Spalletti. L'attuale tecnico della Lazio sviluppa l'azione con fraseggio lento mentre il CT dell'Italia predilige un possesso ma con fraseggi più veloci. Calzona sembra andare verso la seconda soluzione.

Un'altra è l'interpretazione del ruolo di Di Lorenzo. Il capitano azzurro con Sarri fungeva da terzino largo mentre con Spalletti da interno. Anche quei la scelta sembra andare sul secondo vista la squadra slovacca, anche se a catene invertite per caratteristiche dei giocatori.

Come vediamo nell'immagine sottostante, la Slovacchia attacca con la catena di sinistra composta da un esterno alto che resta molto largo e il terzino che resta arretrato. Questa combinazione nel Napoli potremmo vederla a destra con la presenza appunto dell'ex Empoli e di Politano. Dall'altra parte invece l'esterno alta stringe molto vicino alla punta e il terzino va in sovrapposizione, ecco perchè dicevamo prima che la tecnica nei cross di Mario Rui potrebbe spuntarla nella corsa alla titolarità.

Finalizzazione

La finalizzazione, come già detto da Calzona nell'intervista sopra citata: "Verticalizzare appena è possibile, fare un calcio di movimento, possibilmente a pochi tocchi, con la palla che si muove velocemente, lasciando magari negli ultimi trenta metri spazio alla qualità e alla fantasia dei singoli".

Insomma gli attacchi alla profondità di Osimhen, i cross di Mario Rui e Politano, le accelerazioni e idee di Kvara e le geometri del centrocampo saranno i modi più ricercati dal Napoli di abbattere l'avversario.

Fase di non possesso

La fase di non possesso di Calzona prevederà come i suoi maestri una riaggressione immediata e alta alla conquista del pallone con tutti gli effettivi.


Una volta saltata la pressione la squadra rientrerà con un 4-4-1-1/4-5-1 con un attaccante che resta alto in smarcamento preventivo e l'altro, con l'ala che rientrano ad aiutare, come vediamo in questa immagine della Slovacchia.