IL BOLOGNA DI SINISA MIHAJLOVIC

24.03.2024

Introduzione

Oggi vorrei omaggiare uno dei più grandi calciatori, allenatori ma in primis uomini del mondo del calcio che è scomparso prematuramente. Sto parlando di Sinisa Mihajlovic. Le sue storie di calcio e avventure sulle panchine d'Italia migliori sono state alla Sampdoria, Torino e Bologna mentre al Milan la storia non è finita benissimo.


In questa analisi tattica ed emulazione tattica per Football Manager 24 voglio parlarvi della stagione al ritorno, quindi 2019, con i felsinei dove a mio avviso fece i risultati migliori perchè entrando a stagione in corso salvo la squadra da una retrocessione imminente.

Mihajlovic cambia subito sistema di gioco, impostando in partenza un 4-2-3-1 corto e basato sulla grande tenuta atletica dei suoi giocatori. Pochi principi tattici, semplici da attuare e con grande rigidità nel rispettare i compiti assegnati dal mister.

A destra come terzino gioca M'baye, con compiti prettamente difensivi; il terzino sinistro Krejci, il quale accompagna spesso l'azione di possesso palla con tagli negli spazi o sovrapposizioni. Il capitano è Dzemaili, bravo nel sostenere l'azione offensiva con inserimenti centrali e conclusioni dal limite dell'area.

A destra davanti gioca Orsolini, il quale spesso si isola e cerca 1vs1 contro il suo diretto marcatore. Al centro dell'attacco, come unica punta c'è Destro, oppure Santader, che agiscono come finalizzatori della squadra rossoblù.

Costruzione

L'azione inizia da Skorupski, che quando la pressione della squadra avversaria lo permette, gioca palla ad uno dei centrali difensivi, il quale cerca subito di saltare la prima linea di pressione avversaria con verticalizzazioni o lanci sugli esterni offensivi. Raramente il pallone viene appoggiato ai due mediani Pulgar o Dzemaili.

Le idee di gioco di Mihajlovic sono chiare, non viene ricercato un vero possesso palla con passaggi corti e uso dei mediani in costruzione, ma il primo obiettivo è quello di verticalizzare sui 4 giocatori offensivi, accompagnando l'azione e tenendo la squadra corta tra i reparti.

Sviluppo

In questa fase, il gioco si concentra soprattutto sfruttando la catena di sinistra, con il terzino, che con inserimenti o sovrapposizioni crea superiorità numerica, inserendosi negli spazi liberati da Palacio, il quale si accentra andando a supporto della punta centrale o si allarga liberando lo spazio per i tagli del terzino. A sostegno dell'azione offensiva ci sono sempre cinque/sei giocatori, che garantiscono soluzioni di passaggio diverse al portatore di palla. 

Dzemaili, piuttosto che Pulgar, supporta l'azione dell'attacco bolognese, sfruttando spesso la conclusione dalla distanza e l'abilità negli inserimenti senza palla in area di rigore. Sulla fascia destra, M'baye rimane in copertura insieme ai due centrali difensivi, e Orsolini cerca spesso soluzioni personali accentrandosi per andare alla conclusione.

Soriano contribuisce allo sviluppo della manovra rossoblù con appoggi e scambi rapidi con i compagni di reparto e, grazie alla sua intelligenza tattica è sempre posizionato bene per ricevere il pallone

Finalizzazione

L'azione offensiva si sviluppa spesso in modo rapido, con pochi passaggi e l'immediata ricerca della soluzione migliore per creare pericoli alla difesa avversari. Come soluzione di chiusura dell'azione offensiva si ricerca il tiro dalla distanza, l'uno contro uno o il cross dalla linea di fondo successivo ad una sovrapposizione o ad una azione solitaria.

Non possesso

La squadra di Mihajlovic effettua una serie di marcature preventive obbligando il portiere avversario o il portatore di palla al lancio lungo sugli attaccanti, impedendo la costruzione dal basso.

Altra fase usata dalla squadra bolognese in fase di non possesso è il rapido posizionamento, adottando un atteggiamento più∙ di contenimento, sistemandosi con un 4-5-1, con la linea difensiva a quattro e il centrocampo formato da una linea di cinque giocatori con l'abbassamento di Palacio e Orsolini sulle rispettive corsie esterne e Soriano in mezzo a Pulgar e Dzemaili.

Quando la prima linea di pressione bolognese viene saltata, la squadra tende ad indietreggiare, con la difesa che si compatta e segue i movimenti degli attaccanti avversari, attendendo il rapido recupero dei centrocampisti.


Il Bologna gioca molto alto, con la linea di difesa posizionata sulla propria trequarti campo, e appena si ha il possesso palla si cerca l'immediata verticalizzazione sul reparto offensivo. Una volta persa palla, la pressione non avviene in modo corale, di squadra, ma in maniera isolata.

Il giocatore rossoblù in zona palla va in pressione mentre il resto della squadra si riposiziona e cerca di effettuare delle marcature preventive.