LA GERMANIA CAMPIONE DEL MONDO 1990

13.04.2024

Introduzione

Prima squadra europea a battere in una finale mondiale una nazionale sudamericana e anche la prima squadra a non subire goal durante una finale del Campionato del Mondo. Questa la Germania del 1990 di Franz Beckenbauer, uno dei pochi ex calciatori insieme a Mario Zagallo ad aver vinto il mondiale in campo e da allenatore.


La squadra teutonico conquistò quel Mondiale italiano battendo niente di meno che l'Argentina di Maradona, ma nella compagine tedesca era presenti comunque campioni come MatthausKohler Klinsmann per citarne alcuni.

Scopriamo adesso l'analisi tattica e la ricreazione della sua emulazione tattica in Football Manager 24.

Analisi tattica

l sistema di gioco base era un 3-5-2 dinamico in continuo mutamento. Nel Mondiale italiano del 1990, la difesa a tre era costituita da un libero e due stopper. I due terzini in fase di non possesso si abbassavano sulla linea dei difensori, componendo così una difesa a 5, e in fase di possesso si alzavano sulla stessa linea dei centrocampisti.


L'uomo a tutto campo, Matthaus, solitamente si sistemava davanti alla difesa a mettere ordine mentre i due centrocampisti, o cursori, godevano di libertà tattica. A concludere la formazione i due classici attaccanti (Klinsmann e Voller).

Il 3-5-2 così si trasformava in un 5-3-2 in fdnp e in un 3-3-2-2 con Hassler e Littbarski dietro ai due attaccanti e i due esterni, Brehme e Berthold, a fianco di Matthaus in fase di sviluppo del proprio gioco.

Costruzione

In fase di costruzione del gioco, la nazionale teutonica cerca di guadagnare campo pazientemente senza fretta con dei passaggi diretti e precisi. Raramente si sono visti lanci lunghi da parte dei difensori a cercare le punte.

Sviluppo e finalizzazione

Si cerca di sviluppare la manovra tramite verticalizzazioni a cercare il movimento degli attaccanti, che hanno il compito di svariare su tutto il fronte dell'attacco.

L'intenzione è quella di rifinire la manovra con dei traversoni in area di rigore, potendo così sfruttare le caratteristiche dei propri attaccanti.

Se non fosse possibile effettuare il traversone, il possessore della palla cerca di accentrare la rifinitura del gioco con l'inserimento con o senza palla di uno o di entrambi i cursori verso la zona centrale del campo.

Fase di non possesso

Quando il possesso era degli avversari anche i due esterni rientravano sulla linea dei difensori componendo così una difesa a cinque con un libero, due marcatori a uomo e sulle fasce i due terzini.


Il lavoro in fase di non possesso iniziava dal sacrificio dei due attaccanti che avevano il compito di impedire una giocata semplice ai costruttori di gioco avversari. 

Si cercava il pressing già con i propri attaccanti nella metà campo avversaria, con l'obiettivo di bloccare le fonti di gioco, rallentandone così la fase di costruzione e costringendo di conseguenza il portatore di palla al lancio lungo per gli attaccanti, che nel frattempo erano già braccati dai loro due marcatori fissi, finendo così per perdere il possesso del pallone.

Quando riconquistava la palla, la nazionale tedesca cercava senza fronzoli di guadagnare campo il più velocemente possibile, quando invece la nazionale tedesca perdeva il possesso del pallone, l'obiettivo era quello di rientrare velocemente dietro la linea della palla con più giocatori possibili e nel più breve tempo possibile.