LA JUVENTUS WOMEN

08.03.2024

Introduzione

Da quando in Italia è stato inserito il calcio femminile, anche se ancora non a livello professionistico, la Juventus Women è sicuramente una delle regine di questo campionato. Prima squadra a raggiungere la Manita in campionato con cinque successi ed a riuscire ad imporsi fino ad alti livelli in Europa, vedi i quarti di finale dopo tre anni di scottanti eliminazioni ai sedicesimi di finale, lasciandosi alle spalle il Chelsea, compagine più abituata a questi palcoscenici in un girone di ferro con Servette e Wolfsburg.

L'allenatore attuale Joseph Montemurro ha molti meriti, ma ha ricevuto un ottima base di squadra dall'allenatrice precedente Rita Guarino (adesso all'Inter Women), che l'ex Arsenal ha completato. Il sistema di gioco è un 4-3-3 che in fase di possesso diventa un 2-1-4-3 e in non possesso un 4-1-4-1 ma con i due trequartisti molto stretti formando una squadra stretta e corta, impenetrabile centralmente ma anche attenta ai raddoppi sulle fasce.


Davanti al portiere Magnin ci sono la coppia Salvai-Gama, con quest'ultima capitano della squadra e vera leader difensiva. Ai loro lati ci sono due terzini di spinta con Lisa Boattin, competente per quanto riguarda la difesa e l'uno contro uno mentre a destra gioca Martina Lenzini, terzino sul lato di destra capace di agire anche in posizione più avanzata a supporto degli esterni d'attacco in sovrapposizione.

A centrocampo, il motore capace di accompagnare la fase di attacco e produrre quantità oltre che qualità è formato da Rosucci e Cernoia, mentre davanti alla difesa staziona Sofie Pedersen, che spicca nell'undici bianconero per qualità tecniche, balistiche ma soprattutto per la mole di palloni che recupera nella parte centrale e negli ultimi venticinque metri.

In zona offensiva Hurtig e Bonansea agiscono alle spalle di Girelli, riferimento mobile e vero e proprio punto di riferimento per l'attacco bianconero.

Costruzione

La fase di prima costruzione è contraddistinta da un gioco diretto. L'obbiettivo dell'ampiezza è sicuramente uno dei punti cardine. Quando la palla è tra i piedi del portiere juventino, l'atteggiamento dei terzini è molto offensivo e propositivo, entrambi sono posizionati larghi sulla trequarti difensiva, mentre i due difensori centrali sono aperti sui lati. 

Sara Gama è la prima ricevitrice del passaggio corto dell'estremo difensore bianconero, e grazie ad una decisa conduzione di palla in avanti vaglia le soluzioni verticali alla ricerca di una giocata diretta. 

Sviluppo

La fase di sviluppo è caratterizzata dallo scaglionamento del terzetto di centrocampo che prevede Pedersen agire con compiti più attendisti e di innesco alla manovra, rispetto alle due compagne votate alla corsa e agli inserimenti.


Girelli è il perno sul quale si base questa fase del gioco bianconero. Ricevendo spalle alla porta, l'attaccante juventino offre spazi e corsie per l'inserimento dei compagni alle sue spalle. L'obiettivo quindi rimane l'innesco per la velocità e l'ampiezza generata da questo tipo di giocata.

La lateralità nello sviluppo dell'azione offensiva, è il punto focale del gioco juventino. Bonansea ed Hurtig, capaci grazie alla loro velocità e tecnica di offrire molteplici soluzioni e alternative, sono l'arma sulla quale la Juventus W fa affidamento e sono lo sbocco principale delle uscite dell'undici di Montemurro.

Finalizzazione

Se attraverso le catene laterali si sviluppa principalmente il gioco, è anche vero che i cross dal fondo. Gli inserimenti centralmente di centrocampisti e calciatrice dietro le punte sono un arma in più delle ragazze di Montemurro

Fase di non possesso

Ermetica, così può esse riassunta in una parola questa fase. La capacità con la quale la Juventus W riesce a chiudere le giocate tra le linee è stupefacente. La prima azione difensiva è caratterizzata da una timida pressione iniziale da parte della prima punta e di una alle sue spalle ma non si trasforma in un pressing tutto campo perché l'aggressività viene meno fino al superamento della metà campo, dove l'azione difensiva juventina aumenta di intensità in tutte le zone.


Anche il centrocampo partecipa all'azione difensiva in grande misura, capace di riconquistare un'elevata quantità di palloni, soprattutto con Pedersen e Rosucci, con aggressività e forza. Se offensivamente le catene laterali sono un'arma molto efficace, anche a livello difensivo l'attenzione su questa zona del campo è massima. I raddoppi sulle situazioni di cross sono puntuali e repentini.